LAGUNA DI S. GILLA - Gilia for All

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LAGUNA DI S. GILLA
La laguna di Santa Gilla, sinonimo di vita, è sempre stata un'importante via di comunicazione e una fondamentale risorsa per l'estrazione del sale e per la pesca.
Infatti questi ambienti, generalmente più tranquilli e ricchi di cibo rispetto al mare, rappresentano un forte richiamo per il novellame di pesce che, specialmente nel periodo primaverile, lascia il mare per raggiungere le lagune, dove vi trascorrerà parte della vita. A queste migrazioni si aggiungono inoltre le abituali attività dei pesci adulti alla ricerca di cibo. La conoscenza di queste migrazioni e abitudini dei pesci ha permesso agli uomini di diventare abili pescatori, realizzando attrezzi e tecniche di pesca adatti ai diversi tipi di pesce e facendo sì che la pesca sia una base fondamentale della vita.
Per il popolo sardo l’esercizio della pesca all’interno delle lagune è stato, insieme alla raccolta e alla caccia, la più antica pratica di sussistenza. Nei villaggi sorti nelle vicinanze di questa laguna sono numerosi i ritrovamenti di vertebre di pesci, gusci di molluschi acquatici e residui alimentari risalenti al neolitico antico, circa 6.000 anni a.C. Si continua a sfruttare le risorse lagunari durante il periodo nuragico (XVIII-V sec. a.C.) e durante il periodo fenicio e romano (X sec. a.C. – IV sec. d.C.) il pescato veniva commercializzato in tutta l’isola (sono stati ritrovati resti di molluschi in aree lontane dalle zone costiere). Ancora oggi la pesca è fonte di sostentamento e oggetto della festa della laguna e della festività di San Pietro apostolo pescatore.
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