CONTIVECCHI - Gilia for All

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Agli inizi del Novecento dopo la Grande Guerra, Luigi Contivecchi, direttore generale delle Ferrovie Reali della Sardegna, settantenne, propose un progetto di bonifica al fine di realizzare una salina.
Cagliari nei primi decenni del Novecento era una città vivace, industriale e lo stagno di Santa Gilla una delle aree più utilizzate. Le saline entrarono in produzione nel 1930 dopo la morte di Luigi Contivecchi, al quale subentrò il figlio Guido, che costruì seguendo l'idea del padre, impianti all'avanguardia, e un villaggio avanzatissimo anche socialmente. Il villaggio era dotato di medico, scuole, asilo, e fatto rarissimo al tempo in Italia, le case degli operai avevano il bagno in casa.
A metà del Novecento il villaggio ospitava le famiglie di oltre cinquecento lavoratori delle Saline, ai quali andavano aggiunti migliaia di stagionali nel periodo della raccolta. Un tale numero di lavoratori si trovava solo nelle miniere.
Il clima sociale e la buona convivenza cambiò negli anni Cinquanta, quando Luigi Galimberti, sposato con una delle nipoti dei Contivecchi, iniziò a gestire il lavoro nelle saline. Il nuovo proprietario impose una ristrutturazione aziendale che portò al dimezzamento del numero dei lavoratori determinando forti contrasti con i sindacati. La tensione sociale si inasprì dopo l’introduzione dello Statuto dei lavoratori. Durante gli anni Sessanta, caratterizzati da proteste e scioperi, il villaggio che comprendeva anche l'infermeria, il dopolavoro, la mensa, si spopola. Di questo villaggio oggi non restano che poche tracce. Nonostante le crisi le saline restano tuttavia in piedi, anche perché la materia prima, acqua di mare, e le fonti energetiche, sole e vento, sono completamente gratuite.
Nello scenario della laguna negli anni Settanta, si affaccia Nino Rovelli, proprietario di Rumianca e Sir, ottimo cliente delle saline e tra i fautori della nascita del porto canale.
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